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		<title>Commissione Giustizia del Senato, audizione di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["OCCULTO ITALIA"]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 maggio 2012, su invito della Commissione Giustizia del Senato, Stefano Pitrelli e Gianni Del Vecchio sono stati chiamati in audizione, a seguito dell&#8217;indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette &#8220;sette&#8221;. Qui di seguito il resoconto sommario dell&#8217;audizione. L&#8217;audio integrale dell&#8217;audizione si può invece ascoltare su http://www.radioradicale.it/scheda/352019 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 9 maggio 2012, su invito della Commissione Giustizia del Senato, Stefano Pitrelli e Gianni Del Vecchio sono stati chiamati in audizione, a seguito dell&#8217;indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette &#8220;sette&#8221;. Qui di seguito il resoconto sommario dell&#8217;audizione. L&#8217;audio integrale dell&#8217;audizione si può invece ascoltare su <strong>http://www.radioradicale.it/scheda/352019</strong></em></p>
<p><span id="more-575"></span></p>
<p><strong>Legislatura 16º &#8211; 2ª Commissione permanente &#8211; Resoconto sommario n. 315 del 09/05/2012 &#8211; </strong><strong>GIUSTIZIA (2ª)</strong></p>
<p>MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2012</p>
<p><strong>315ª Seduta (pomeridiana)</strong></p>
<p><em>Presidenza del Presidente</em></p>
<p><a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=237">BERSELLI</a></p>
<p><em>Intervengono, ai sensi dell&#8217;articolo 48 del Regolamento, il dottor Piergiorgio Giacovazzo, la dottoressa, Maria Nicoletta Gaida, la signora Sara Sabucci, la signora Gabriella Monaco, la signora Maria Pia Gardini, il dottor Stefano Pitrelli e il dottor Gianni Del Vecchio.</em></p>
<p><em>La seduta inizia alle ore 14,10.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>SULLA PUBBLICITA&#8217; DEI LAVORI</em></p>
<p>Il presidente <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=237">BERSELLI</a> comunica che, ai sensi dell&#8217;articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l&#8217;attivazione dell&#8217;impianto audiovisivo a circuito interno e la trasmissione radiofonica, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.</p>
<p>Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.</p>
<p>Avverte, inoltre, che della procedura informativa sarà redatto il resoconto stenografico, che sarà reso disponibile in tempi brevi.</p>
<p>Per quanto riguarda la signora Gardini, il Presidente avverte che la sua audizione si svolgerà attraverso una connessione in video conferenza.</p>
<p><em>PROCEDURE INFORMATIVE</em></p>
<p><strong>Seguito dell&#8217;indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette &#8220;sette&#8221;: audizione di esperti in materia e di soggetti coinvolti in esperienze di manipolazione mentale.</strong></p>
<p>Riprende l&#8217;indagine conoscitiva sospesa nella seduta dell&#8217;8 novembre scorso.</p>
<p>Il presidente <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=237">BERSELLI</a> introduce le audizioni odierne ricordando le tematiche oggetto della indagine conoscitiva. Dà quindi in primo luogo la parola alla signora Gardini, la quale è collegata con la Commissione in video conferenza.</p>
<p>La signora GARDINI riferisce della sua lunga esperienza all&#8217;interno di Scientology. Al riguardo, fa presente di essersi avvicinata a tale setta         su impulso della figlia, la quale a sua volta si era accostata a Scientology in seguito alla permanenza nella comunità terapeutica di recupero dalle tossicodipendenze Narconon. Tale comunità di recupero, così come altre società ed associazioni, impegnate in altri settori sociali, costituisce un&#8217;articolazione del movimento scientologico. Si sofferma indi sulla propria esperienza all&#8217;interno della setta, per la quale ha prestato la propria attività fino a raggiungere contatti con gli organi di vertice. Per l&#8217;espletamento di corsi e per donazioni la setta in questione ha nel corso degli anni preteso il versamento di circa 1.840.000 dollari, attualmente Scientology ha avviato un giudizio nei suoi confronti con una richiesta di risarcimento danni per diffamazione di circa 2.000.000 di euro. Si sofferma poi sulla articolazione della setta, all&#8217;interno della quale si distingue lo staff di coloro che prestano la propria attività per Scientology dal pubblico, cioè coloro che acquistano servizi o partecipano a corsi. Dopo la scomparsa della propria figlia, fa presente di aver tentato di uscire dalla setta, chiedendo la restituzione di quanto versato. Di tale esperienza e delle analoghe situazioni nelle quali si sono trovati altri fuoriusciti precisa di aver dato conto in due libri. Conclude, auspicando che si giunga alla approvazione del disegno di legge n. 569 che introduce il reato di manipolazione mentale. Non si comprende infatti come sia stato possibile distinguere dal semplice disturbo assillante condotte che costituiscono il reato di <em>stalking </em> e non si possa invece fare altrettanto con riguardo a fenomeni come quello di cui è stata vittima.</p>
<p>Pongono quindi quesiti alla signora Gardini il presidente <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=237">BERSELLI</a>, i senatori <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=22805">BRUNO</a>(<em>Per il Terzo Polo:ApI-FLI</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=17614">MUGNAI</a>(<em>PdL</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=23254">LI GOTTI</a>(<em>IdV</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=25230">PERDUCA</a>(<em>PD</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=26539">Maria Alessandra GALLONE</a>(<em>PdL</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=25263">CHIURAZZI</a>(<em>PD</em>).</p>
<p>La signora GARDINI fornisce in primo luogo chiarimenti in ordine alla attività da lei prestata all&#8217;interno della setta di Scientology e dei compensi miserrimi, ad essa riconosciuti. Ribadisce che il proprio ingresso nella setta è stato veicolato dalla precedente adesione della figlia, la quale peraltro era sposata con un membro della setta stessa. L&#8217;adesione alla setta, infatti, era stata per lei l&#8217;unica possibilità per poter continuare ad intrattenere rapporti con la figlia. Vani si sono rivelati i suoi tentativi di spingere la figlia ad uscire dalla setta nella quale questa riponeva piena fiducia. Nel corso della sua permanenza all&#8217;interno di Scientology precisa di aver per ben tre volte tentato di fuoriuscire, finendo ogni volta di farvi ritorno, sempre in ragione del ricatto emotivo.</p>
<p>Ella precisa inoltre di aver provato sempre scarso ascolto da parte delle autorità: in Italia infatti le è sempre stata opposta l&#8217;esistenza di una sorta di vuoto legislativo, mentre negli Stati Uniti nonostante vi siano state da anni indagini del FBI sul conto di Scientology sfociate anche in azioni giudiziarie, non vi è dubbio che questa organizzazione &#8211; che ha ottenuto a fini fiscali il riconoscimento dello <em>status</em> di religione e che ha adepti estremamente in vista, in particolare nello <em>star system</em> &#8211; goda di una posizione quanto mai privilegiata.</p>
<p>Peraltro ella precisa che anche adepti di elevato profilo sociale non hanno di fatto un ruolo di protagonisti, riservato al ristrettissimo vertice di questa organizzazione a carattere assolutamente piramidale.</p>
<p>Prende quindi la parola la signora MONACO che racconta la sua esperienza con la comunità Arkeon. Si tratta di quella che lei definisce come una &#8220;psicosetta&#8221; con la quale  entrarono in contatto  dapprima suo marito, e poi lei stessa alla fine del 2003.</p>
<p>Ella racconta come suo marito, sottoposto a tecniche dapprima di fidelizzazione e poi di vera e propria manipolazione mentale, sia diventato in breve del tutto dipendente dall&#8217;organizzazione, tanto che, nel giro di poche settimane, ha lasciato il proprio lavoro, ha cambiato città e ha abbandonato lei stessa dopo che si era rifiutata di continuare a far parte del Gruppo, a seguito di un&#8217;esperienza estremamente traumatica, culminata in una aggressione sessuale di gruppo effettuata pubblicamente con il pretesto di far rivivere in modo catartico presunti episodi di molestie sessuali infantili che il maestro cui era stata affidata pretendeva di aver individuato nel suo inconscio, secondo una sperimentata tecnica di manipolazione mentale adottata dal gruppo.</p>
<p>La signora Monaco dà quindi conto del fatto che, dopo che lei si era scontrata per ben tre anni con una sostanziale mancanza di collaborazione da parte delle autorità, nel 2006 la procura della Repubblica di Bari, città dove ha sede la psicosetta, ha dato avvio ad un&#8217;inchiesta sfociata in un processo, per il quale si attende l&#8217;emissione della sentenza fra qualche settimana, per i reati di associazione a delinquere, truffa, violenza privata ed esercizio abusivo della professione. Tutti reati peraltro, salvo il primo, destinati ad andare in prescrizione. Peraltro ella ha dovuto subire due querele per diffamazione da parte di Arkeon, entrambe concluse con un non luogo a procedere.</p>
<p>La signora Monaco mostra quindi alla Commissione alcuni filmati realizzati da &#8220;maestri&#8221; fuoriusciti da Arkeon e prodotti dall&#8217;accusa come prove nel processo, che mostrano le traumatiche tecniche di manipolazione mentale utilizzate dalla comunità.</p>
<p>Rispondendo a quesiti dei senatori <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=4562">SERRA</a>(<em>UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=17614">MUGNAI</a>(<em>PdL</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=23254">LI GOTTI</a>(<em>IdV</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=25230">PERDUCA</a> (<em>PD</em>) e <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=22805">BRUNO</a>(<em>Per il Terzo Polo:ApI-FLI</em>), la signora Monaco fa presente in primo luogo che le persone che si rivolgono ad un gruppo come Arkeon siano solitamente soggetti in una fase difficile della loro esistenza e che ritengono di aver bisogno di aiuto, anche se in molti casi si aderisce semplicemente per seguire un parente o per la pressione esercitata dall&#8217;ambiente, come accade ad esempio quando il datore di lavoro è adepto della psicosetta; tuttavia ella ritiene che chiunque possa potenzialmente essere assoggettato, ed anzi che lei stessa avrebbe con più difficoltà esercitato il proprio senso critico se l&#8217;approccio della setta nei suoi confronti fosse stato, come di solito avviene, più graduale.</p>
<p>Nel ribadire poi di essere stata più volte scoraggiata dalle Forze di polizia dall&#8217;intentare da sola una battaglia legale contro una organizzazione così potente, ella fa presente che, nel caso di Arkeon, i soggetti approcciati sono prevalentemente persone di buon livello culturale ed economico, dalla cui disponibilità l&#8217;Associazione ricava ingenti profitti. Fa inoltre presente che le attività di manipolazione mentale sono favorite dall&#8217;uso di sostanze psicotrope, sicuramente bruciate nel corso di cerimonie collettive ma che ella non esclude possano essere aggiunte a cibi e bevande, nonché dall&#8217;imposizione di una dieta fortemente squilibrata.</p>
<p>La signora SABUCCI dà conto della drammatica esperienza vissuta, dal 1998 al 2001, insieme alla propria famiglia quando era ancora minorenne, all&#8217;interno di una piccola comunità pseudo religiosa attiva nella zona di Treviso. Nel ricordare le ragioni  dell&#8217;adesione a tale gruppo si sofferma sulle tecniche manipolatorie utilizzate dalla &#8220;santona&#8221; che lo guidava e sulle violenze perpetrate ai suoi danni, quali  cui la somministrazione di valium, la riduzione delle ore di riposo notturno; la sottoposizione ad un regime alimentare sregolato, nonché il controllo delle telefonate e una costante opera di denigrazione e di allontanamento dall&#8217;affetto paterno. Al riguardo segnala peraltro come tali condotte l&#8217;abbiano condotta ai limiti dell&#8217;anoressia costringendola a periodi di degenza ospedaliera. Dopo aver ricordato le vicende che hanno contribuito all&#8217;allontanamento dalla setta, si sofferma sui risvolti penal-processuali della vicenda. Tale drammatica vicenda, ricorda l&#8217;audita, infatti si è conclusa con la condanna della<em>leader</em> della setta ad un risarcimento danni in suo favore; non è stata invece possibile una condanna di natura penale, in quanto i reati contestati, al momento della sentenza, risultavano già prescritti.</p>
<p>Rispondendo a quesiti posti dai senatori <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=4562">SERRA</a>(<em>UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=12932">MARITATI</a>(<em>PD</em>), <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=17614">MUGNAI</a> (<em>PdL</em>) e <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=22805">BRUNO</a> (<em>Per il Terzo Polo:ApI-FLI</em>) precisa che la propria famiglia ha nel corso degli anni di permanenza all&#8217;interno della setta corrisposto la somma, solo formalmente a titolo di prestito, di 12 milioni di euro. Si sofferma poi sui profili attinenti alle attività lavorative prestate dalle adepte e alle tecniche manipolatorie utilizzate, quali l&#8217;allontanamento dalla sfera affettiva e la stanchezza psico-fisica.</p>
<p>Il dottor PITRELLI sottolinea preliminarmente come il libro &#8220;Occulto Italia&#8221; scritto con il collega Del Vecchio sia il frutto di un approccio laico al fenomeno, non essendovi alcun tipo di coinvolgimento né presente né passato, né diretto né indiretto con realtà settarie.  Illustra quindi ampiamente la legislazione francese del 2001, con la quale è stato introdotto nell&#8217;ordinamento il reato di assoggettamento. Al di là dei profili sanzionatori tale normativa prevede importanti obblighi formativi per le autorità inquirenti, alle quali sono destinati corsi di formazione ministeriale di sensibilizzazione sul rischio settario. L&#8217;impatto di tale disciplina inoltre è stato rilevante nella parte in cui ha favorito l&#8217;emersione di casi criminogeni connessi alle esperienze all&#8217;interno di sette. Si sofferma poi sull&#8217;attività lobbistica anche a livello parlamentare nazionale che talune sette stanno portando avanti. Al riguardo segnala la presentazione nel novembre del 2010 alla Camera dei deputati di un disegno di legge in materia di comunità intenzionali, il quale rischierebbe di favorire una particolare setta attiva nel nord del Paese. Conclude svolgendo considerazioni sulle tipologie di attività lavorative svolte dagli adepti e sul diverso coinvolgimento, che non necessariamente deve sostanziarsi nella corresponsione di risorse, richiesto ai membri.  Rispondendo ad una domanda del senatore <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=17614">MUGNAI</a> (<em>PdL</em>) osserva come la capacità attrattiva di tali sette sia da ravvisarsi nello sfruttamento di situazioni di debolezza personale delle vittime.</p>
<p>Il presidente <a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=237">BERSELLI</a> in considerazione dell&#8217;imminente inizio dei lavori dell&#8217;Assemblea propone di rinviare il seguito dell&#8217;audizione ad una successiva seduta, al fine di consentire anche al dottor Giacovazzo di mostrare il <em>report</em> realizzato sul fenomeno settario. Comunica altresì che tutti i contributi scritti forniti dagli auditi saranno disponibili per la pubblica consultazione.</p>
<p><em> La seduta termina alle ore 16,25.</em></p>
<p><em>(Senato, 9/5/2012)</em></p>
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		<title>RISERVATO: Soldi fuori controllo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO ARTICOLI]]></category>
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		<description><![CDATA[PARLAMENTO EUROPEO / L’emergenza del finanziamento ai partiti non è niente se paragonata alla gigantesca zona d’ombra delle elezioni europee. Per delinearne i contorni bisognava aspettare gli esperti anti-corruzione del Consiglio d’Europa. di Gianni Del Vecchio &#38; Stefano Pitrelli A quanto pare, spulciando l’accurato dossier appena compilato dagli studiosi del Greco (Groupe d&#8217;Etats Contre la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>PARLAMENTO EUROPEO / L’emergenza del finanziamento ai partiti non è niente se paragonata alla gigantesca zona d’ombra delle elezioni europee. Per delinearne i contorni bisognava aspettare gli esperti anti-corruzione del Consiglio d’Europa.</em></p>
<p><em><strong>di Gianni Del Vecchio &amp; Stefano Pitrelli</strong></em></p>
<p><span id="more-569"></span>A quanto pare, spulciando l’accurato dossier appena compilato dagli studiosi del Greco (Groupe d&#8217;Etats Contre la Corruption) salta fuori che le leggi italiane trascurano il capitolo elezioni europee. Si approda così al paradiso del lobbista: nella più assoluta assenza di sanzioni la trasparenza, prevista solo sulla carta, è lasciata al buon cuore del candidato e del partito, che non sono quindi tenuti a dichiarare né le proprie spese elettorali, né i nomi dei rispettivi finanziatori. E questo indipendentemente dalle cifre coinvolte (altro che il limite di 50mila euro del finanziamento ai partiti). Non finisce qui. Sempre stando agli studiosi, i limiti di spesa per una campagna elettorale alle europee in Italia semplicemente non esistono. Il limite, insomma, è il cielo. La conclusione degli esperti è quasi sarcastica: «Troviamo difficile capire perché, se nelle elezioni al parlamento europeo entrano in circolo anche fondi pubblici, ai partiti e ai candidati non venga chiesta trasparenza, né vengano imposti controlli e sanzioni come accade negli altri generi di elezioni».</p>
<p>(<em>L&#8217;Espresso, 20/4/2012</em>)</p>
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		<title>La Nuova Ferrara: &#8220;Ragazzi a confronto con i misteri d’Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Iniziativa organizzata dal Bassi Burgatti. CENTO. La sala Zarri, al palazzo del Governatore, era gremita di studenti, ieri mattina, per seguire un incontro con i giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, vincitori del 47º Premio Estense con il libro “Occulto Italia”. Hanno partecipato studenti dell&#8217;Isit Bassi-Burgatti, del liceo Cevolani e dell&#8217;Ipsia Taddia. Fra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Iniziativa organizzata dal Bassi Burgatti.</em></p>
<p><span id="more-572"></span>CENTO. La sala Zarri, al palazzo del Governatore, era gremita di studenti, ieri mattina, per seguire un incontro con i giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, vincitori del 47º Premio Estense con il libro “Occulto Italia”. Hanno partecipato studenti dell&#8217;Isit Bassi-Burgatti, del liceo Cevolani e dell&#8217;Ipsia Taddia. Fra i relatori, che hanno dibattuto con gli studenti di sette, di adepti di Scientology e di personaggi della politica nazionale, oltre ai due giornalisti anche il dirigente scolastico Mauro Borsarini e la professoressa Paola Di Stasio. Quest&#8217;ultima ha ringraziato i giornalisti, per il contributo dato ad una visione critica sul mondo, non ultimo quello delle sette, che agiscono anche come lobbies per influenzare l&#8217;opinione pubblica. All&#8217;iniziativa organizzata dalla Commissione Biblioteca dell&#8217;Isit Bassi Burgatti nell&#8217;ambito degli Incontri con l’autore ha partecipato l&#8217;assessore Maria Rolfini. <em>(<em>m.t.</em>)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>(<em>La Nuova Ferrara, 17/4/2012</em>)</p>
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		<title>Dallo scantinato al Grand Hotel, la hit parade delle carceri</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO ARTICOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[DOSSIER / Carceri fatiscenti. E carceri a cinque stelle. Celle minuscole e umide. E isole senza sbarre. “L’Espresso” ha cercato di districarsi fra le oltre 200 carceri italiane e ha stilato una classifica degli istituti: i peggiori e i migliori (in verità i meno peggio). di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli MARASSI A 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>DOSSIER / Carceri fatiscenti. E carceri a cinque stelle. Celle minuscole e umide. E isole senza sbarre. “L’Espresso” ha cercato di districarsi fra le oltre 200 carceri italiane e ha stilato una classifica degli istituti: i peggiori e i migliori (in verità i meno peggio).</em></p>
<p><em><strong>di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli</strong><br />
</em></p>
<p><span id="more-559"></span>MARASSI A 5 SBARRE. In una guida ai penitenziari da evitare, un posto d’onore lo occupa il Marassi di Genova, ottocentesco per concezione e atmosfera (di pochi giorni fa un caso di tubercolosi). Nelle statistiche 2011 della Uil Penitenziari la struttura spicca in tutte le categorie: personale aggredito, autolesionismo, scioperi della fame, suicidi e tentati suicidi. Gli ultimi due a metà gennaio, fermati dagli agenti, in carenza di organico del 30 per cento. Che devono tenere a bada 800 detenuti, stipati in uno spazio che può tenerne poco più della metà.</p>
<p>FUGA DALLA REGINA. È recente l’acrobatica fuga di due rapinatori dall’ex convento secentesco di Regina Coeli, una delle galere più affollate, con 1.200 detenuti contro i 700 regolamentari. Sbarre segate e lenzuola annodate per sfuggire a quello che i detenuti descrivono a Radiocarcere come un inferno: «Nelle nostre celle si sta in dieci. Ammucchiamo i vestiti sotto le brande o dentro i sacchi dell’immondizia, non abbiamo sapone né detersivi, e per<br />
pulire usiamo gli indumenti come stracci».</p>
<p>NEL GIRONE DI AVERSA. Quello di Aversa è un ospedale psichiatrico giudizario. I dati Uil riportano, nel solo 2011, tre suicidi e 23 agenti feriti (record italiano). Celle in condizioni pessime, letti arrugginiti, finestre divelte e nel bagno una bottiglia fa tappo contro i ratti. Pareti, pavimenti, soffitti scrostati, macchie di umido, armadietti vetusti. Ovunque cumuli di sporcizia, residui alimentari e un pungente tanfo d’urina, descrivono Ignazio Marino e la radicale Donatella Poretti.</p>
<p>LE SARDINE DI PIAZZA LANZA. Il Piazza Lanza di Catania è uno dei penitenziari più saturi d’Italia con 569 detenuti contro 155 posti letto. Vito Pirrone, penalista catanese, descrive un luogo soffocante: «Le celle che ho visitato sono al massimo 4 metri per 4, con 10 anche 14detenuti. Nel 2010 non c’erano materassi, così per dormire si usavano i tavoli». Al Nicito, il reparto di isolamento, la “a bocca di lupo” è a 4 metri, mentre la “stanza” è un rettangolo 2 per 3, con gabinetto alla turca senza areazione.</p>
<p>MODELLO BOLLATE. A Bollate, vicino a Milano, gli oltre 1.100 detenuti non se la passano male. Le celle sono aperte per tutta la giornata, con cucina, frigo e tv. I corridoi sono abbelliti dalle piante del vivaio interno. Con il miracolo fatto da Lucia Castellano, direttrice fino allo scorso anno: far lavorare più della metà dei reclusi. C’è l’artigiano, il pellettiere ma anche un capannone gestito da un’azienda che ripara i telefonini. Così, un detenuto ha più chance di trovare lavoro quando esce.</p>
<p>ORVIETO, CARCERE VIP. Fra le carceri più ambite c’è Orvieto, il preferito da politici e vip. Qui si voleva costituire il deputato del Pdl Alfonso Papa, ma finì invece a Poggioreale. A Orvieto sono passate molte facce note, come il fotografo Fabrizio Corona, arrestato per il denaro falso trovato nella sua Bentley. Una fascinazione, quella della cittadina umbra, che risale ai tempi di Mani Pulite: qui fu recluso nel 1995 Walter Armanini, ex assessore milanese e primo condannato definitivo di Tangentopoli, noto per la love story con l’attrice Demetra Hampton.</p>
<p>DOLCE PADOVA. Un istituto dove quasi tutti lavorano è il Due Palazzi di Padova. Come a Bollate, ci sono cooperative che danno l’opportunità di imparare un mestiere. Fiore all’occhiello è il laboratorio di pasticceria. Qui la specialità è il panettone alla birra, tanto buono da entrare al quinto posto nella top ten del Gambero Rosso. E quest’anno i 120 che ci lavorano hanno avuto un’ordinazione davvero speciale: da parte del papa.</p>
<p><em>(L&#8217;Espresso, 3/2/2012)</em></p>
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		<title>Casta a 5 stellette</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ATTUALITA&#8217; &#8211; DIFESA / I generali che lasciano il servizio prendono 600 euro extra al mese. Solo per l&#8217;eventualità di essere richiamati. E il privilegio del comando. Che resiste. di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli Generale, che bella mancia Abituati a mimetizzare tutto, sono riusciti a far passare inosservato anche il loro privilegio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>ATTUALITA&#8217; &#8211; DIFESA / I generali che lasciano il servizio prendono 600 euro extra al mese. Solo per l&#8217;eventualità di essere richiamati. E il privilegio del comando. Che resiste.</em></p>
<p><em><strong>di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli</strong></em></p>
<p><img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2012/01/17/jpg_2172104.jpg" alt="" width="510" /></p>
<p><span id="more-534"></span></p>
<p><strong>Generale, che bella mancia</strong></p>
<p>Abituati a mimetizzare tutto, sono riusciti a far passare inosservato anche il loro privilegio di casta. Perché i generali hanno una pensione a cinque stellette con il cadeau di un&#8217;indennità molto speciale che vale dai 600 euro al mese in su: un residuato bellico, risalente ai tempi della Guerra fredda quando bisognava essere pronti a fermare l&#8217;invasione sovietica mobilitando in fretta intere armate.<br />
Così gli alti ufficiali passano dal servizio attivo a una riserva specialissima, dalla quale per cinque anni possono essere richiamati in difesa della patria. Si chiama &#8220;ausiliaria&#8221;: il fronte orientale si è dissolto con il crollo del muro di Berlino ma questo extra per gli ex comandanti continua a crescere. Lo schieramento di beneficiati si allarga senza sosta grazie a un altro trampolino di cui godono solo le forze armate: la promozione last minute nell&#8217;ultimo giorno di servizio. Così i colonnelli mettono un altro gallone e diventano quelli che radio fante chiama &#8220;generali di cartone&#8221; giusto in tempo per incassare la pensione rinforzata dall&#8217;ausiliaria.<br />
Tra generali d&#8217;acciaio e di cartone, lo stanziamento sotto la voce &#8220;ausiliaria&#8221; nel bilancio della Difesa è passato dai 230 milioni di euro del 2008 ai 326 del 2011. Il prossimo anno si rischia il record: 356 milioni. Più stellette entrano in questa galassia del privilegio, più costa alla collettività. I dati Inpdap indicano che quest&#8217;anno tra Esercito, Marina ed Aeronautica ci andranno 35 ufficiali e 595 marescialli, rispetto ai 33 e 550 del 2011 mentre nel 2014 si arriverà a 38 e 650.<br />
In realtà, la somma dichiarata nei bilanci serve solo a giustificare una partita di giro con l&#8217;Inpdap sulla previdenza dei comandanti in ausiliaria che include sia la spesa per pensione vera e propria che l&#8217;indennità speciale. Ma se per i marescialli il ritocchino dell&#8217;ausiliaria significa solo un pugno di euro, salendo ai vertici la questione si fa più ghiotta. Facciamo l&#8217;esempio concreto di un &#8220;generale last minute&#8221;.<br />
Il colonnello &#8211; diventato generale in ausiliaria &#8211; si congeda con 40 anni di servizio effettivo e va in pensione con il sistema contributivo. Il suo ultimo stipendio, al netto degli straordinari, era di 3.120 euro. Per cinque anni entra in &#8220;ausiliaria&#8221; e riceve 595 euro di indennità (si tratta del minimo). Lievitando così a 3.715.<br />
E anche quando il nostro novello generale approderà alla &#8220;riserva&#8221;, cioè alla pensione vera e propria, manterrà a vita il 70 per cento di quell&#8217;indennità (cioè 416 euro). Un sogno proibito per tutti gli altri cittadini nella stagione dei tagli. &#8220;È un privilegio antico ma pervicace che non esiste in nessun altro ramo della pubblica amministrazione, neanche per la polizia&#8221;, denuncia Luca Comellini, segretario del Partito per i diritti dei militari: «È dal 2009 che insieme ai parlamentari radicali presentiamo emendamenti per eliminarla, ma tutti gli schieramenti politici hanno sempre preferito ignorarle. Finora, anche il governo Monti è su questa strada».<br />
Se in ausiliaria ci vanno quasi tutti, i richiami in servizio &#8211; come confermano dallo Stato maggiore &#8211; sono solo per pochi. Cioè rari e limitati a brevi periodi di tempo. Di solito, è il singolo generale o il singolo colonnello a essere contattato per formare le commissioni d&#8217;esame per concorsi interni degli ufficiali. Oppure ancora ex carabinieri e finanzieri quando c&#8217;è un&#8217;emergenza o una calamità naturale, come successo in occasione dell&#8217;invasione dei rifiuti a Napoli.<br />
Richiamare in servizio un alto grado non è affatto un&#8217;impresa a &#8220;costo zero&#8221;: lo spiega Fabio Mini, generale dell&#8217;Esercito, ex capo di stato maggiore del fronte Sud della Nato. &#8220;Di solito i generali richiamati, e cioè spesso gli stessi che generali lo erano stati solo un giorno in vita loro, poi pretendono anche tutti i benefit che gli spettano dal grado, come la macchina con l&#8217;autista, il telefonino, a volte pure l&#8217;alloggio, le spese di diaria e gli straordinari&#8221;.<br />
Ma Mini non si ferma qui, e individua un&#8217;altra stortura dell&#8217;ausiliaria: «Gli ufficiali richiamati, in teoria non dovrebbero occupare posti che potrebbero benissimo essere ricoperti da colleghi più giovani con la dovuta preparazione. Invece spesso si trattengono generali di cui si potrebbe fare a meno, in pieno spirito clientelare, sottraendo posti a chi è già in servizio».<br />
A chiedersi quanto siano utili i &#8220;doppioni&#8221; di lusso è anche la pattuglia dei deputati radicali, capitanata da Maurizio Turco che con un&#8217;interrogazione parlamentare hanno tirato fuori il caso del generale Nicola Raggetti, presidente del Cocer dei carabinieri (il &#8220;sindacato&#8221; dell&#8217;Arma). Raggetti è stato richiamato dall&#8217;ottobre 2010, presumibilmente per non lasciare sguarnito il vertice dei celebri Ris, di cui è stato a capo fino allo scorso settembre. Ma adesso &#8211; e questa è la domanda che si fanno i radicali &#8211; perché continuare a tenerlo in servizio «con conseguente aggravio di spese per la Difesa»?<br />
Infine c&#8217;è anche chi, pur legittimamente, a privilegio somma privilegio. È il caso del generale Mauro Del Vecchio che, come lui stesso conferma, si trova attualmente in ausiliaria, ma contemporaneamente percepisce lo stipendio parlamentare da senatore del Pd.</p>
<p>(<em>L&#8217;Espresso, 13/1/2012</em>)</p>
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		<title>Per fortuna arrivano i nostri</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:59:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In alcuni casi, richiamare in servizio un alto ufficiale può avere la sua utilità. «Un generale che ha avuto la responsabilità di coordinare cento, duecento, cinquecentomila persone, può affrontare problemi che di militare non hanno niente»: parola di Roberto Jucci, ex comandante generale dei carabinieri, famoso per essere stato commissario all&#8217;emergenza idrica in Sicilia, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In alcuni casi, richiamare in servizio  un alto ufficiale può avere la sua utilità.</p>
<p><span id="more-536"></span>«Un generale che ha avuto la  responsabilità di coordinare cento, duecento, cinquecentomila persone,  può affrontare problemi che di militare non hanno niente»: parola di  Roberto Jucci, ex comandante generale dei carabinieri, famoso per essere  stato commissario all&#8217;emergenza idrica in Sicilia, e poi alla bonifica  del bacino del fiume Sarno in Campania.<br />
Aree geografiche dove esistono problemi ambientali particolari: la  presenza di mafia e camorra, colluse con la pubblica amministrazione e  capaci di intimidire i funzionari esterni. Situazioni in cui l&#8217;arrivo di  un militare &#8211; e in particolare di un ex carabiniere &#8211; oltre  all&#8217;esperienza organizzativa testimonia anche la volontà di stroncare le  infiltrazioni. Jucci spiega di avere svolto la sua attività &#8220;a costo  zero per il Paese&#8221;.<br />
E racconta: «In Sicilia sembrava che l&#8217;acqua non ci fosse. Andai un po&#8217; a  vedere, e in realtà ce n&#8217;era in abbondanza. Solo che c&#8217;erano condotte  che perdevano da tutte le parti». L&#8217;altra emergenza affrontata dal  generale si chiama Sarno, un fiume che scorre in un territorio di grave  dissesto idrogeologico come dimostrò la frana che ha investito il paese  omonimo.<br />
Anche lì l&#8217;ex numero uno dell&#8217;Arma si è mosso con rigore e concretezza: «Abbiamo realizzato 700 chilometri di reti fognarie attraversando quei  paesini della Campania dove per andarci ci vuole tanta buona volontà»,  ricorda il generale. Ancora una volta, a costi contenuti, e lavorando  senza farsi pagare: «Per completare la bonifica del Sarno ho speso  seicento milioni di euro, cioè appena il 5 per cento in più della somma  prevista nei bandi di gara e dei contratti fatti dieci anni fa. E quando  me ne sono andato via, ho lasciato in Banca d&#8217;Italia circa 160 milioni  di euro».<br />
Di richiami utili ne ricorda anche il generale Fabio Mini: «Basti  pensare all&#8217;emergenza rifiuti a Napoli, occasione in cui sono stati  fatti tornare in servizio ufficiali per gestire il Commissariato  rifiuti, soprattutto per quanto riguarda la parte contabile, e quella  logistica del movimento degli automezzi».</p>
<p>(<em>L&#8217;Espresso, 13/1/2012</em>)</p>
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		<title>Premio Estense Scuola: al via l&#8217;edizione 2011-2012</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:00:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il libro di Benedetta Tobagi, &#8220;Come mi batte forte il tuo cuore&#8221; (Ed. Einaudi), vincitore della scorsa edizione del Premio Estense e sul quale si sono cimentate le classi nell&#8217;anno scolastico 2010-2011, anche questa nuova edizione del Premio Estense Scuola vedrà protagonisti due giovani giornalisti che si sono aggiudicati il Premio Estense 2011, Stefano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img src="http://www.premioestense.net/estense_new/immagine/estense_scuola2011.jpg" border="0" alt="vincitori.jpg" width="559" height="315" /></div>
<p><span id="more-525"></span></p>
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<p>Dopo il libro di Benedetta Tobagi, &#8220;Come mi batte forte           il tuo cuore&#8221; (Ed. Einaudi), vincitore della scorsa edizione           del Premio Estense e sul quale si sono cimentate le classi nell&#8217;anno           scolastico 2010-2011, anche questa nuova edizione del Premio Estense           Scuola vedrà protagonisti due giovani giornalisti che si sono aggiudicati           il Premio Estense 2011, Stefano <strong>Pitrelli </strong>e Gianni <strong>Del           Vecchio,</strong> con il           libro <strong>&#8220;Occulto Italia&#8221;</strong> (ed. BUR).</p>
<p><strong>Lunedì 24 ottobre alle 10,15</strong> nell’Aula           Magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara C.so           Ercole I D’Este, 37, si terrà infatti l&#8217;iniziativa di presentazione           dell&#8217;edizione 2011-2012 del Premio Estense scuola. All’incontro           parteciperanno Gianni <strong>Del Vecchio</strong> e Stefano <strong>Pitrelli.</strong> Il           programma prevede anche il saluto e l&#8217;intervento di Claudio <strong>Bighinati</strong>,          Presidente           del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Ferrara e Presidente           della Giuria del Premio Estense Scuola e il saluto di Maria Luisa Martinez,           Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Ferrara.</p>
<p>http://www.premioestense.net/estense_new/estense_scuola.htm</p>
</div>
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		<title>AISE: &#8220;«Occulto Italia»: a Del Vecchio e Pitrelli il 47° Premio Estense&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FERRARA \ aise &#8211; Sono Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli con il libro &#8220;Occulto italia&#8221; (ed. BUR) i vincitori della 47esima edizione del Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara. Il verdetto è stato espresso nella mattinata di venerdì in seduta plenaria dalla giuria tecnica e da quella popolare riunite a Palazzo Roverella-Circolo negozianti a [...]]]></description>
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<div><em>FERRARA \ aise &#8211; Sono  Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli con il libro &#8220;Occulto italia&#8221;  (ed. BUR) i vincitori della 47esima edizione del Premio Estense,  promosso da Unindustria Ferrara. Il verdetto è stato espresso nella  mattinata di venerdì in seduta plenaria dalla giuria tecnica e da quella  popolare riunite a Palazzo Roverella-Circolo negozianti a Ferrara.</em></div>
<div><span id="more-512"></span>Gli altri libri finalisti erano &#8220;Fotti  il potere&#8221; di Andrea Cangini con Francesco Cossiga (Aliberti editore),  &#8220;Il Vittorioso&#8221; di Vittorio Feltri con Stefano Lorenzetto (Marsilio) e  &#8220;Poteva andare peggio&#8221; di Mario Pirani (Mondadori).</div>
<div>
<p>La giuria tecnica, presieduta da Alberto  Faustini &#8211; e composta da Paolo Boldrini, Aldo Forbice, Laura Laurenzi,  Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Folco Quilici, Bianca Stancanelli e  Pierluigi Visci -, e la giuria popolare, formata da 40 cittadini  ferraresi, si sono confrontate sui quattro libri finalisti fino a  scegliere alla seconda votazione il vincitore del Premio Estense 2011.</p>
<p>&#8220;Il Premio Estense si conferma un evento  importante per la città di Ferrara e per il mondo giornalistico  italiano&#8221;, ha dichiarato Riccardo Fava, presidente di Unindustria  Ferrara. &#8220;L’edizione di quest’anno ha visto numerosi libri in concorso  sui temi più diversi, con autori di tutte le generazioni. Fa poi  particolarmente piacere, fermo restando il valore degli altri finalisti,  che l’Aquila d’Oro sia andata a due giovani giornalisti come Del  Vecchio e Pitrelli, che hanno realizzato un’inchiesta difficile,  complessa, su un tema controverso. Crediamo&#8221;, ha concluso Fava, &#8220;che  questa iniziativa, nata molti anni fa, sia in grado ogni volta di  rinnovarsi e di proporre una fotografia significativa del mondo  dell’informazione e dei suoi protagonisti&#8221;.</p>
<p>La cerimonia di premiazione si è tenuta  nel pomeriggio di sabato, al Teatro Comunale di Ferrara, con la  conduzione di Cesara Buonamici, vicedirettore del Tg5, e alla presenza  di Anna Maria Bernini, ministro alle Politiche europee, e Cristiana  Coppola, vice presidente di Confindustria.</p>
<p>E sempre in Teatro, oltre al Premio  Estense, è stato consegnato il riconoscimento &#8220;Gianni Granzotto – Uno  stile dell’informazione&#8221;, che quest’anno è stato assegnato a Bruno  Vespa. Il Riconoscimento, consistente nella riproduzione della colubrina  &#8220;La Regina&#8221; in argento, è giunto alla 27^ edizione e viene scelto da  una Giuria presieduta dal Presidente di Unindustria Ferrara, Riccardo  Fava e da sei industriali designati dall’associazione.</p>
<p>&#8220;Contro ogni luogo comune, alimentato  dai media che si occupano solo di sette sataniche perché più  appassionanti, il libro ci svela che queste organizzazioni sono tante e  sono presenti tra noi&#8221;, dice Lucia Annunziata di &#8220;Occulto Italia&#8221;  (pp.512, euro 12,50).</p>
<p>Le sette non sono solo piccole comunità  di persone deboli o disperate plagiate da un qualche &#8220;santone&#8221;, come la  stampa tende a presentarle. La realtà è ben diversa e più pericolosa,  spiegano i due autori, entrambri giornalisti de L&#8217;Espresso e di Europa.  Non solo questi gruppi rovinano vite e famiglie, ma trovano agganci fra  parlamentari, imprenditori, uomini di spettacolo e professori. Facendo  della segretezza la propria cifra, organizzazioni di questo tipo sono  riuscite a inserirsi in grandi istituzioni pubbliche e private, fino a  raggiungere i vertici dello Stato. Docenti formati da Scientology  insegnano ai nostri ragazzi con il benestare del governo;  l’Ontopsicologia ha goduto dell’amicizia di Marcello Dell’Utri e per  anni è stata indirettamente in affari con Fininvest; Damanhur controlla  di fatto alcuni comuni piemontesi e allunga i propri tentacoli in  Parlamento; il Movimento Umanista si è fatto partito e diffonde le  proprie idee dalle fila dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro; la  Soka Gakkai copre il dispotismo verso gli adepti con il volto buono del  buddismo radical chic e gode di testimonial eccellenti. <strong> </strong></p>
<p><em>(Agenzia Internazionale Stampa Estero, 27/9/2011)</em></p>
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		<title>Nomfup: &#8220;I Rottamautori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 11:18:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Smascherando le sette / Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, giornalisti versatili (Europa, Espresso) e curiosi, hanno vinto il Premio Estense con il loro libro Occulto Italia (BUR), viaggio al termine delle sette e dei culti che prosperano anche nel nostro Paese. Sgominando, con baldanza generazionale, fior di candidati, nella rosa dei finalisti del premio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Smascherando le sette<strong> / Gianni Del Vecchio</strong> e <strong>Stefano Pitrelli</strong>, <a href="../" target="_blank">giornalisti</a> versatili (<a href="http://www.europaquotidiano.it/" target="_blank">Europa</a>, <a href="http://www.espressonline.it/" target="_blank">Espresso</a>) e curiosi, hanno vinto il Premio Estense con il loro libro<em> Occulto Italia</em> (BUR), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kuKfUTb9JPE" target="_blank">viaggio</a> al  termine delle sette e dei culti che prosperano anche nel nostro Paese.  Sgominando, con baldanza generazionale, fior di candidati, nella rosa  dei finalisti del premio ferrarese, come Mario Pirani o Vittorio Feltri.</p>
<p>http://nomfup.wordpress.com/2011/09/26/i-rottamautori/</p>
<p>(<em>Nomfup, 27/9/2011</em>)</p>
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		<title>Europa: &#8220;Il premio degli intrusi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:29:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche volta l’Italia ci sorprende. A Ferrara, per esempio. Sabato scorso il settecentesco Teatro Comunale ospitava il Premio Estense, 47esima edizione, un riconoscimento sponsorizzato dalla Confindustria locale che negli anni ha premiato personaggi come Ennio Flaiano, Giorgio Manganelli, Guido Piovene, Paolo Mieli, Ettore Mo, Enzo Biagi, Alberto Arbasino, Alberto Ronchey, Fernanda Pivano. In finale anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche volta l’Italia ci sorprende. A Ferrara, per esempio. Sabato  scorso il settecentesco Teatro Comunale ospitava il Premio Estense,  47esima edizione, un riconoscimento sponsorizzato dalla Confindustria  locale che negli anni ha premiato personaggi come Ennio Flaiano, Giorgio  Manganelli, Guido Piovene, Paolo Mieli, Ettore Mo, Enzo Biagi, Alberto  Arbasino, Alberto Ronchey, Fernanda Pivano.<br />
In finale anche quest’anno c’erano libri di nomi pesanti del giornalismo italiano – Mario Pirani (<em>Poteva andare peggio</em>) e Vittorio Feltri-Stefano Lorenzetto (<em>Il Vittorioso</em>) – e della politica (<em>Fotti il potere</em>, il testamento politico di Francesco Cossiga raccolto da Andrea Cangini).<br />
Ha vinto, a sorpresa, l’intruso, il quarto finalista, <em>Occulto Italia</em>,  la bella inchiesta sulle sette, i movimenti esoterici e il loro lavoro  di lobbying sul Palazzo scritta da Gianni Del Vecchio, giornalista di <em>Europa</em>, e da Stefano Pitrelli, nostro storico collaboratore.<br />
Non  c’è stata storia. Il verdetto finale, 33 voti a favore su 44 (contro  gli 8 del libro di Pirani e i 3 di Cangini), ha azzerato qualsiasi  discussione, zittito ogni polemica.</p>
<p><strong><em>di Giovanni Cocconi<br />
</em></strong></p>
<p><span id="more-490"></span>SEGUE DALLA PRIMA</p>
<p>Il libro di Feltri-Lorenzetto è rimasto addirittura inchiodato a quota zero e l’ex direttore del <em>Giornale</em> è rimasto alla larga dalla città estense. «Sono contento che abbiano  vinto due giovani un precario e un quasi precario» ha commentato Pirani,  per la terza volta finalista a mani vuote.<br />
Anche la stampa locale sembra esserci rimasta male. «Estense, vittoria a sorpresa» titolava domenica in prima pagina la <em>Nuova Ferrara</em>.  Già, qualche volta vincono gli outsider. Qualche volta i premi  giornalistico-letterari sono una cosa seria. Qualche volta la giuria (in  parte “tecnica” e in gran parte popolare come a Ferrara) non si lascia  incantare dal richiamo delle firme sopra il titolo. Sarà l’aria della  provincia?</p>
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<div><em>(Europa, 27/9/2011)</em></div>
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